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Il lavoro di Ermanno Scervino è da sempre in equilibrio tra sperimentazione e artigianato, tra ricerca e memoria, sensualità e abbandono.
Firenze è la città dove un passato fastoso ricopre le sue strade, i giardini rinascimentali dominano le colline, e dove la ricerca di nuove forme di bellezza non si è mai fermata.
Nel suo passato ci sono elementi di sorprendente attualità: il disegno dei giardini all'italiana, la luce studiata come elemento architettonico, l'essenzialità della pietra serena.
La campagna Autunno-Inverno 2026/27, con Mariacarla Boscono, avvicina la silhouette di una donna contemporanea alle geometrie di una villa rinascimentale.
La superficie nera del coccodrillo lucido, usato per una gonna dalla severità seducente e per la borsa Amanda, è come un segno grafico che interrompe la sontuosità degli interni, i divani di velluto, gli arazzi alle pareti. Lo stivale dalla punta affilata e dal tacco altissimo si appoggia alle colonnine sinuose del parapetto, oltre il quale le volute del giardino sembrano fotografate al negativo.
La luce segue i gesti di Mariacarla, sfiora il loden, la gonna di raso, attraversa il pizzo come dentro una lanterna, scompone il denim maschile. Parla di slancio pur nella staticità, di una personalità che vive dentro il rigore della sartoria.
Come un giardino all'italiana, dove la natura mantiene la sua forza seppure costretta in un'elegante paradigma, la donna di Ermanno Scervino abita lo spazio con intensità, misura e bellezza.